Privacy Policy

"Blog"

Il "Blog"... curiosità e articoli

La scelta del cucciolo di Chihuahua

   Acquistare un cucciolo non è affatto una cosa semplice, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta al "mercato" dei cani. 

Si è portati spesso, infatti, a scegliere la strada più corta e a rivolgersi a negozi di animali o a rispondere alle inserzioni di privati, dei giornali locali, non specializzati. 

Purtroppo l'esperienza di anni, attraverso le testimonianze di chi ha acquistato un cucciolo in un negozio di animali, mi ha insegnato che è meglio rivolgersi direttamente ad un allevatore riconosciuto dall' E.N.C.I., Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, che darà sicuramente maggiori garanzie di un negozio di animali.

Sono numerosi purtroppo i casi, di cuccioli malati acquistati nei negozi, importati da alcuni Paesi dell'Est Europa, senza alcun controllo veterinario.

In certi Paesi esistono delle vere e proprie fabbriche del cucciolo, con centinaia di fattrici di razze diverse tenute in capannoni privi di risaldamento e dei minimi requisiti di igiene.

Le madri sono malnutrite e maltrattate e spesso muoiono di parto o nel tentativo disperato di allevare la cucciolata.

Ovviamente i riproduttori di questi "allevamenti" non sono mai stati sottoposti a nessun controllo sanitario e nessuno ha mai effettuato ne una selezione morfologica, ne tanto meno caratteriale.

Ho avuto purtroppo la sfortuna di visionare alcune foto e posso dirvi che sono davvero impressionanti. I cuccioli superstiti di questi lager, vengono strappati alle madri all'età di 5/6 settimane, stipati in gabbiette per polli e caricati nei doppi fondi dei camion o nei portabagagli, ben chiusi, delle auto.

Questo per evitare i controlli alla dogana, la legge Italiana infatti proibisce l'importazione di cuccioli dall'estero di età inferiore alle 16 settimane e senza vaccinazione per la rabbia.

Il 50% di questi cuccioli all'arrivo e già morto o moribondo, l'altro 50% viene imbottito di antibiotici e droghe varie per far si che in vetrina abbia un aspetto sano e allegro.

L'effetto però dura poco e questi cuccioli, una volta arrivati nelle nuove famiglie, nel giro di pochi giorni, cominciano a manifestare i primi sintomi di malattie molto gravi.

Prima tra tutte la parvovirosi, gastroenterite infettiva, che è un virus letale per quasi il 100% dei cuccioli, specialmente quelli molto giovani e di piccola taglia.

Si tenga presente che il parvovirus è estremamente resistente nell'ambiente e sarà dunque impossibile reinserire un nuovo cucciolo dove ne è morto uno di parvo senza correre grossi rischi.

Se siete stati fortunati e il vostro cucciolo di importazione è sano, sappiate che dovrete portare sulla coscienza il peso dei suoi 3 fratellini morti. Acquistandolo infatti, avete contribuito ad alimentare un orribile mercato che dovrebbe essere debellato.

E in ogni caso, anche se il cucciolo non è morto nelle prime settimane, è sempre a rischio maggiore di sviluppare patologie tipiche della razza perchè per lui non è stata fatte nessuna selezione di salute.

Sarà poi probabilmente un soggetto poco tipico, sia morfologicamente che caratterialmente.

Considerando che, contrariamente a quello che si crede, i prezzi nei negozi non sono inferiori a quelli dei buoni allevamenti, credo che valga la pena rivolgersi ad un allevamento serio.

Tra l'altro per questi cuccioli sarà molto difficile, se non impossibile, vedere i loro genitori.

Al giorno d'oggi, con internet, è molto piu' semplice la scelta dell'Allevatore a cui rivolgersi per l'acquisto del cucciolo.

Diffidate di quegli allevatori che non partecipano ad Esposizioni di bellezza e non cercano un confronto con altri soggetti e tanto meno non sentono la necessità di una verifica zootecnica fatta da esperti giudici della razza.

Chi frequenta le esposizioni investe molto denaro e cerca di allevare soggetti sempre più rispondenti allo standard di razza.

Seppur si cerca un soggetto da compagnia e non si hanno quindi ambizioni espositive, consiglio sempre un allevatore che seleziona e partecipa quindi alle esposizioni di bellezza. 

Una volta individuati degli allevatori che hanno delle buone credenziali, consiglio di contattarli telefonicamente e di spiegare bene quali sono le esigenze che si hanno per il cucciolo che si dovrà acquistare.

Di solito, un allevatore serio, non offrirà in vendita cuccioli inferiori alle otto settimane.

E' solo a questa età che si può avere un'idea sulla qualità del cucciolo, onde poterlo classificare come “soggetto da compagnia” o soggetto promettente da esposizione”.

Da questo ne dovrebbe conseguire la scelta del prezzo del cucciolo stesso.

Che cosa si intende come cucciolo da compagnia? 

E' un soggetto non adatto alle esposizioni di bellezza e non adatto alla riproduzione.

E' un soggetto sano, di buon carattere che ha l'esclusiva funzionalità di soggetto da compagnia.

Al momento della consegna, di solito a dodici settimane, presenta difetti che non gli consentono di conseguire la qualifica di eccellente in esposizioni di bellezza (esempio troppo grande, troppo piccolo, con dentatura non corretta, con cranio piatto, con muso troppo lungo).

E' consigliato a chi non ha velleità di allevamento e/o di esposizioni. 

Che cosa si intende come cucciolo promettente da esposizione? 

E' un soggetto che al momento della consegna, di solito a dodici settimane, non ha difetti che pregiudichino la qualifica di eccellente in esposizioni di bellezza.

E' un soggetto che promette essere adatto alla riproduzione.

Anche su questi soggetti c'è comunque un rischio, legato al completamento della crescita.

Lo stesso soggetto potrebbe, per esempio, con il cambio di dentatura, diventare un soggetto da compagnia.

Se si vuole essere certi di acquistare un soggetto che sarà un futuro campione, si consiglia un adulto o un giovane soggetto che ha cambiato i denti. 

Il Chihuahua è la razza più piccola del mondo e quindi è considerata una razza toy, razza che non supera i 3 kg.

Questo non vuol dire che esistono Chihuahua normali e Chihuahua toy.

La parola toy, dall’inglese giocattolo, è corretta solo se associata alla razza Barbone o Rusky.

I Barboni infatti esistono Toy, Nani, Medi e Standard.

Se acquistate un Barbone TOY, sul suo pedigree vedrete scritto: Barbone Toy, mentre non leggerete mai la parola Toy su un pedigree di Chihuahua.

Questo vi deve far fortemente dubitare di quei commercianti senza scrupoli che vendono cuccioli di Chihuahua come Chihuahua toy, nessun allevatore serio, che alleva seguendo lo standard di razza, affermerà mai che i suoi cuccioli sono toy!

Lo standard del Chihuahua prevede un peso che va da 1,5 a 3 kg.

Anche se personalmente preferisco soggetti da minimo 1,8-2,0 kg.

Il Chihuahua è mediamente un cane sano, anche se non estremamente longevo, ma i problemi di salute crescono in maniera proporzionale con la diminuzione della taglia.

Soggetti al di sotto di 1,5 kg. sono molto spesso idrocefali.

L'idrocefalo è una condizione in cui si ha un accumulo di liquido cefalo rachidiano a livello dei ventricoli cerebrali che si dilatano.

La complicanza è l'ipertensione intracranica che causa danni al tessuto cerebrale.

Un Chihuahua idrocefalo può essere asintomatico per i primi mesi di vita o può esserlo anche per sempre, ma la sua condizione gli da sicuramente una speranza di vita inferiore, statisticamente raramente superano i 6/8 anni.

I soggetti che invece sviluppano i sintomi devono essere curati con cortisonici e diuretici per sempre. I sintomi più comuni sono mancanza di equilibrio, convulsioni, crisi ipoglicemiche frequenti, dolore violento alla testa e morte.

Non ho mai sentito di Chihuahua idrocefali che pesassero più di 2 kg., per questo motivo una taglia intorno ai 2 kg. è di gran lunga più sicura.

Altro problema comune nella razza, ma molto comune in soggetti al di sotto del 1,5 kg., sono le patologie cardiache.

Spesso soggetti molto piccoli hanno soffi al cuore da cuccioli che poi si sviluppano in insufficienza cardiaca.

Qualsiasi Chihuahua rischia problemi con il cuore ma mentre un Chihuahua normale raramente ha problemi prima degli 8 anni, un Chihuahua molto piccolo può avere problemi già in giovane età e di conseguenza morire prematuramente.

Altri problemi meno gravi, ma sempre importanti sono la lussazione della rotula, frequente nei soggetti molto piccoli, la cifosi (schiena con la gobba) che in vecchiaia può dare molto fastidio al nostro Chihuahua e il persistere delle crisi ipoglicemiche.

Il Chihuahua può soffrire di crisi ipoglicemiche da cucciolo, ma devono risolversi spontaneamente dopi i 6/7 mesi di età.

Nei soggetti molto piccoli le crisi ipoglicemiche persistono per tutta la vita.

L’ipoglicemia, se non trattata prontamente, può essere mortale.

Avere un Chihuahua che ha questo problema vuol dire avere un piccolo handicappato che non può mai essere lasciato solo.

In realtà i problemi dei Chihuahua al di sotto di 1,5 kg. sono ancora molti.

Un Chihuahua di 2 kg. rimane un cane piccolissimo, ma un cane sano!

La tipica affermazione di chi cerca un Chihuahua Toy è ho casa piccola, il cane non deve pesare più di 1 kg.

Perchè se pesa 2 kg non c’entra?

Altro classico: vorrei un cane di massimo 1 kg. altrimenti nella borsa non c’entra!

Dove lo dovete infilare il cane, in una pochette?

Non vi rendete conto da soli di quanto queste affermazioni siano ridicole?

Oppure ho un bambino piccolo, quindi il cane deve essere piccolo!

Niente di più sbagliato, un Chihuahua di 1 kg. è un cane fragilissimo e molto esposto ad incidenti, pensare che possa essere il compagno di giochi di un bambino di 3 anni è pura follia!

Si rischia la vita del cane e di procurare un trauma permanente al bambino!

Vedere il proprio cagnolino morire non è un toccasana per una crescita psicologica serena!

Ultima frequente affermazione, ho bisogno di un cane da 1 kg. perchè voglio portarlo sempre con me!

Io il mio Chihuahua da 2 kg. l’ho portato dappertutto, anche al cinema e al supermercato nascosto dentro la giacca!

In aereo accettano cani da 6 kg. a 10 kg. a seconda della compagnia, quindi, ancora una volta, non vedo la necessità di un cane da 1 kg.

Ma avete idea di quanto sia piccolo un cane da 1 kg.?? Non credo…

Quindi recatevi dall'Allevatore con le idee chiare e non scegliete mai il cucciolo prima delle otto settimane di età.

L'allevatore vi farà vedere quanto avrà disponibile e se l'orientamento è verso il cane da compagnia, fatevi dire quali sono i difetti del cucciolo, almeno non ci saranno poi sorprese più tardi.

Se la scelta è invece orientata sul cucciolo promettente da esposizione, visto che non siete probabilmente degli esperti della razza, affidatevi alla serietà dell'allevatore, controllando comunque la dentatura per numero di denti e per la chiusura a forbice.

Se il cucciolo è di sesso maschile, assicuratevi che i testicoli siano già scesi nello scroto.

Molto importante è visionare il carattere del cucciolo.

Meglio osservarlo in terra con i fratelli e con la madre.

Se il cucciolo si avvicina, probabilmente non avrà grossi problemi a livello di carattere.

Chiedete all'allevatore di vedere i genitori, per farvi un'idea di quello che potrebbe essere il vostro cucciolo da adulto. 

Chiedete che il cucciolo vi venga consegnato con la prima serie completa di vaccinazioni, non prima delle dodici settimane.

 

Francesco Cochetti © copyright all right reserved

Accogliere un cucciolo a casa

 Il cambio casa è un grande stress per il cucciolo. I primi giorni potrebbe essere inappetente, avere dissenteria ed essere triste. La notte tenete la cuccia del cucciolo vicino al vostro letto, così da poterlo toccare ed accarezzare se dovesse piangere. Ci vorrà qualche giorno perché si ambienti nella nuova casa ed impari a fidarsi di voi. Lasciategli perlustrare la casa, lasciatelo dormire quando ne ha voglia, coccolatelo, giocate con lui, rispettate i suoi tempi di adattamento e presto inizierà ad amarvi incondizionatamente. Fate attenzione che non cada quando è in braccio (tendono a lanciarsi all’improvviso) e soprattutto non fateli tenere in braccio ai bambini, insegnategli che possono giocare con il cucciolo seduti per terra. Non mettete il cucciolo sul divano, sedie e letti, potrebbe lanciarsi a terra facendosi molto male. Non portate il cucciolo fuori casa i primi giorni, lasciatelo prima ambientare nella sua nuova realtà, troppi cambiamenti sono ulteriori fonti di stress per lui.

Insegnate gradualmente al cucciolo a stare da solo. Limitategli lo spazio chiudendolo in una stanza o in un recintino per cuccioli in modo che non possa farsi male e fingete di uscire, ogni giorno per un pò più di tempo. Imparerà presto che il vostro non è un abbandono e che tornerete sempre da lui.

 

 

Cosa comprare prima dell’arrivo del cucciolo

 

Cibo, lo stesso che è abituato a mangiare dall’allevatore

Ciotole per l’acqua e il mangime

Cuccia, che sia morbida e di taglia proporzionata 

Traversine igieniche

Giocattoli, non troppo piccoli e fragili

Trasportino, servirà per andare a prendere il cucciolo all’allevatore e   ogni volta che    dovrete viaggiare con lui.  Deve essere chiuso senza aperture per la testa

Salviettine igieniche per la pulizia quotidiana (non usare mai prodotti che non siano specifici per cani)

Piccoli ossi di pelle di bufalo, quelli arrotolati e naturali

Nutri-Plus Gel 

 

Cosa è necessario acquistare dopo arrivo del cucciolo

 

Stronghold rosa (in farmacia con ricetta veterinaria)

Hyaloral (integratore alimentare che rinforza le articolazioni, la giusta dose ogni giorno)

Cappotto per la stagione fredda 

Shampo specifico per cani (consigliamo di non lavare il cane più di una volta al mese e di usare sempre prodotti specifici per il PH della loro pelle (basta un solo shampo)

 Guinzaglio e pettorina vanno acquistati dopo l’arrivo del cucciolo perché devono essere della taglia giusta

 

 

Cosa deve mangiare 

 

Continuate a dare al cucciolo lo stesso cibo che è abituato a mangiare!

Lasciare sempre a disposizione il cibo secco e poi iniziare a dividerlo in 3/4 pasti

Se i primi giorni dovesse essere inappetente consigliamo di dare le crocchette bagnate in precedenza con acqua calda oppure di mischiarle con 1 cucchiaino di cibo umido. 

Se vorrete cambiare il tipo di mangime, dopo gli 8/12 mesi, fatelo gradualmente: aumentate ogni giorno il nuovo diminuendo quello vecchio, all’incirca 5 gr, in modo che il cambio non crei problemi gastrointestinali.

 

 Ricordate che l’acqua deve sempre essere a disposizione!

 

Non date mai al vostro cane:

 -Cioccolato

-Latte

-Aglio e cipolle 

-Zuccheri e dolciumi

-Noci

-Ossicini 

-Uova

-Avocado

-Uva e uvetta

-Snack salati 

 

 

Ipoglicemia

 

L’ipoglicemia è una carenza di zuccheri nel sangue che può avere diverse cause

I cuccioli, rispetto agli adulti, hanno minor capacità di utilizzare le fonti di energia ed un fabbisogno di zuccheri superiore, la mancata assunzione di un pasto, magari per l’incapacità del cucciolo di adattarsi alla nuova situazione, può portare ad un’ipoglicemia.

I primi sintomi visibili sono debolezza, apatia, ipotermia e, successivamente, difficoltà respiratorie e crisi convulsive

Si deve intervenire immediatamente ai primi segnali.

Prendete circa 1cm di Nutri Plus Gel (o miele o zucchero) e mettetelo sulla lingua o sul palato del cucciolo e ripetete ogni 15-20 minuti finchè non si riprende, tenendolo al caldo. Se dopo circa 30 minuti non vedete nessun miglioramento, rivolgetevi al veterinario che provvederà a somministrare delle dosi di glucosio in vena.

 

Vaccinazioni

 

I nostri cuccioli vengono ceduti con il ciclo vaccinale completo ad eccezione del vaccino della Leptospirosi. E’ un vaccino che nei cuccioli può portare a gravi reazioni avverse, motivo per cui preferiamo inserirlo con il richiamo annuale.

 

 

Starnuto inverso

 

Il chihuahua, essendo un cane brachicefalo, spesso manifesta lo starnuto inverso. Si comporta come se rimanesse senza fiato, inizia ad inalare in maniera brusca e rumorosa e può durare da pochi secondi fino a un minuto o due. E’ un verso che potrebbe spaventare, se non lo si conosce, ma che non deve destare preoccupazioni e che si risolve spontaneamente da solo 

 

 

Abituare il cucciolo a sporcare nel posto giusto

 

Levare temporaneamente i tappeti, posizionare la traversa nello stesso ambiente della sua cuccia (piano piano potrete poi spostarla nel posto dove si vuole abituarlo).  Eventualmente capire dove il cucciolo si trova meglio a sporcare, quindi appoggiare una o due traversine nei punti da lui scelti. Se il cucciolo sporca al di fuori della traversina, bagnare la traversa con un po di pipì in modo che possa riconoscere il suo odore e capire dove farla. 

 

 

Coprofagia

 

Punto primo, e principale: la cacca, ai cani, piace. 

Un tempo si pensava che la coprofagia fosse causata da carenze vitaminiche o minerali, poi si sono somministrate ai cani vere e

proprie overdose vitaminiche e minerali e loro hanno continuato comunque.

Le cause possono essere diverse:

Il cane mangia le feci, proprie o di altri animali, perché in esse vi sono residui non completamente digeriti e che risultano particolarmente appetibili

Il cucciolo apprende questo atteggiamento osservando e imitando la mamma che mangia le feci dei cuccioli allo scopo di tenere pulita la cuccia. E’ un comportamento che con l’età tende a scomparire del tutto.

Può essere  la manifestazione di un disagio, stress, ansia o noia. In questo caso:

-aumentare l'esercizio fisico

-suddividere i pasti quotidiani in due, ma anche tre-quattro somministrazioni. Il fatto di non sentirsi mai  completamente a pancia vuota può aiutare a limitare ed in alcuni casi a eliminare del tutto questo comportamento. 

-evitare i prolungati momenti di inattività/noia. Se proprio non possiamo dedicarci al cane, diamogli qualcos’altro da fare per tenersi occupato.

Se il cane mangia solo le proprie feci, esistono in commercio prodotti (da aggiungere alla pappa “FORBID”) che le rendono meno appetibili , ovviamente non servono a nulla se il cane mangia quelle altrui. 

 

Lo starnuto inverso

  Avete da poco in casa un piccolo chihuahua, un vero mattacchione, sempre allegro e pieno di vita. Una sera rientrate dal lavoro e dopo pochi secondi di festeggiamenti allarga le zampette davanti, tende il collo e pare preda di un attacco d’asma catastrofico. Grufola come un porcellino con gli occhi più sporgenti che mai! Chiunque andrebbe in ansia e chiamerebbe il veterinario.

In questo video potete osservare chiaramente il fenomeno:

 

Lo starnuto inverso è un problema comune a quasi tutti i cani di piccola taglia. Il chihuahua è forse la razza che risente di più di questo fenomeno. Il cane non corre alcun pericolo ma una persona impreparata può associarlo a patologie respiratorie inesistenti.

Sono molti i proprietari che corrono dal veterinario spaventatissimi da questo sintomo:”stava bevendo e quasi soffocava!”

Bene, iniziamo con il tranquillizzare tutti dicendo che questo comportamento non interferisce con l’attività respiratoria: quindi, se trattasi di starnuto inverso, il vostro piccolo non rischia niente.

Lo starnuto inverso non è altro che un parossismo (cioè che raggiungono il culmine della loro intensità) di atti inspiratori, in genere di origine idiopatica (che non hanno quindi una causa nota), o meglio, un comportamento non patologico legato a stati di eccitazione o al momento dell’abbeverata.

E’ molto comune notarlo quando una persona della famiglia torna a casa. Il cane è talmente eccitato che manifesta quasi sempre questo comportamento.

I parossismi possono durare da pochi secondi ad alcuni minuti e non interferiscono mai in modo significativo con la respirazione quindi non sono pericolosi per la vita in quanto sono fenomeni autolimitanti e non necessitano di trattamenti farmacologici o altro.

Secondo alcuni autori un leggero massaggio al collo potrebbe essere utile ad abbreviare l’episodio anche se non esistono al momento studi che confermino questa ipotesi.

Altri affermano che il cane deve essere ignorato poiché imparerebbe a simulare questo atteggiamento nel momento in cui impara che in quel frangente tutte le attenzioni sono rivolte su di lui.

Gli animali affetti da starnuto inverso iniziano ad evidenziare questo comportamento già dai primi mesi di vita e tende poi a stabilizzarsi senza peggioramenti nel tempo.

Purtroppo non tutti i veterinari conoscono questa idiopatia se non hanno dimestichezza con le razze mini. A volte prescrivono inutili anti infiammatori (a me è personalmente capitato 8 anni fa) che non danno ovviamente nessun beneficio.

Si può limitare il verificarsi di questo fenomeno evitando di eccitare il cane specie nel rientro a casa. E’ bene ignorarlo e riservare le coccole dopo qualche minuto.

 

 Dott.ssa Michela Bano

La sterilizzazione

COS’E’ LA STERILIZZAZIONE?   È un intervento medico (sterilizzazione chimica) o chirurgico (castrazione nel maschio e ovariectomia o ovarioisterectomia nella femmina) volto ad eliminare la capacità riproduttiva dell’animale. La sterilizzazione chimica è solitamente effettuata nei casi in cui non sia possibile per motivi medici effettuare l’intervento chirurgico, altrimenti è sempre preferibile optare per la chirurgia poichè la sterilizzazione chimica al contrario della chirurgica NON previene le patologie ormono dipendenti ma inibisce solo la fertilità.   COME SI EFFETTUA L’INTERVENTO?   Nel maschio di cane o gatto la chirurgia spesso non comporta neanche la perdita dello scroto, che nel periodo successivo all’intervento tende a riassorbirsi da solo. L’animale se la cava con un minuscolo taglietto e a volte (ma spesso neanche è necessario, specialmente nei gatti) con un punto di sutura. Per la femmina l’intervento è un po’ più complesso anche se di routine. Al risveglio la cagna o la gatta possono (ma non per forza) manifestare un leggero “rimbambimento” da anestesia per qualche ora, o un leggero abbattimento, la risposta è estremamente soggettiva anche se generalmente si tratta di disturbi di poco conto e soprattutto transitori. Molti animali invece già appena svegli sono perfettamente in forma. Il taglio è davvero piccolo, la sutura viene fatta in modo che i punti siano rivolti verso l’interno e sono riassorbibili, quindi non c’è bisogno neanche di toglierli. È possibile effettuare l’intervento anche in laparoscopia, anche se il normale intervento chirurgico già di per sè lascia una piccolissima cicatrice.   LA STERILIZZAZIONE È DOLOROSA?   Prima durante e dopo la chirurgia all’animale viene somministrato un antidolorifico di copertura per cui il normale dolore chirurgico viene gestito senza particolare difficoltà. Nei giorni successivi è indicato il collare elisabettiano nel caso in cui si verifichi leccamento (che non è comunque causato dal dolore!).   PERCHE’ STERILIZZARE?   Motivi di salute: 1. Prevenzione dei tumori mammari nella cagna: Le cagne sono particolarmente soggette a sviluppare tumori mammari (generalmente adenomi o adenocarcinomi). Al contrario di quanto si pensava una volta e di quanto accade nell’uomo, l’incidenza di questi tumori non diminuisce con la gravidanza, anzi in alcuni paesi gli studi sostengono che quanto più precoce è la sterilizzazione tanto più se ne diminuisce l’incidenza tanto da consigliare in alcuni paesi (ad esempio USA) la sterilizzazione pre-pubere (prima del primo calore). In questo modo la probabilità di sviluppare neoplasie è diminuita fino al 98%. La questione “età” sul piano degli studi pubblicati è assai controversa (esistono studi che sostengono un approccio e studi che sostengono il contrario) quindi è sempre consigliabile CONFRONTARSI COL VETERINARIO in questo senso. In Italia si tende a non sterilizzare in età prepubere, almeno non nella nostra clinica. NON E’ COMUNQUE NECESSARIA UNA CUCCIOLATA PER LA CAGNA, si tratta di un falso mito. 2. Prevenzione di mastopatie, fibromi dell’utero e cisti ovariche 3. Prevenzione dei tumori del testicolo e della prostata nel cane anziano: molti cani maschi non sterilizzati sviluppano in età avanzata patologie tumorali a prostata e testicolo. La castrazione previene il problema andando ad eliminare i testicoli e mettendo “a riposo” la prostata. 4. Prevenzione della piometra nella femmina: Si tratta di una infezione dell’utero con la raccolta di pus all’interno dello stesso. E’ causata dalla influenza ormonale che causa la modificazione di alcune ghiandole della parete uterina su cui poi si instaura la proliferazione batterica che dà luogo alla formazione di pus. Si verifica tipicamente nella cagna 2 mesi dopo l’estro (per questo andrebbero sempre annotati gli estri sul calendario) i sintomi che può rilevare il proprietario sono abbattimento, aumento del consumo di acqua, a volte febbre, a volte scolo vaginale di materiale biancastro. Solitamente si riscontra dopo i 6-7anni. Si tratta di una patologia grave che richiede un intervento immediato da parte del veterinario si risolve chirurgicamente e, se non diagnosticata e trattata per tempo, ha esito letale. 5. Prevenzione delle false gravidanze (“gravidanza isterica”): Esistono diversi tipi di pseudogravidanza, da quella che si manifesta con la sola produzione, più o meno abbondante, di latte o siero a quella che si manifesta con soli atteggiamenti patologici (difesa di una prole immaginaria, fare la tana ecc.), a quella che si manifesta con entrambi i sintomi. La formazione di siero o di latte da parte delle mammelle in condizioni di non allattamento può fungere da terreno dove i batteri possono riprodursi dando luogo a mastiti, e sul lungo periodo predispone a formazioni tumorali. 6. La castrazione riduce il rischio di fuga e di scontri negli animali maschi che scappano per rincorrere la femmina in calore (ricordiamo che i maschi non “vanno in calore”, semplicemente “sentono” la femmina che va in estro: moltissimi traumi ortopedici sono causati da animali maschi che letteralmente si lanciano dal balcone per cercare di raggiungere femmine in estro), e riduce nei gatti la trasmissione di patologie gravi come FIV E FELV, che sono spesso causate da scontri con altri maschi per l’accoppiamento con una femmina. Motivi etici: I canili in Italia sono strapieni di cani e farne mettere al mondo altri quando quelli che già ci sono vivono tutta la loro vita in un box non è certamente un’ottima scelta dal punto di vista etico. Qualcuno, in cerca di cane, probabilmente obbietterà che in canile difficilmente si trovano i cuccioli. Questo è solo parzialmente vero, i cuccioli arrivano ai canili ma poi spesso trovano velocemente una casa. A questo proposito però è importante evidenziare che adottare un non-cucciolo offre alcuni vantaggi non indifferenti: impara più velocemente, se ne conosce già il carattere, è più robusto, ha oltrepassato la soglia di rischio di mortalità dei cuccioli(anche se appaiono sani). Occorre aggiungere anche che se si ha un cane senza pedigree (anche se dichiarato di razza) è meglio evitarne la riproduzione, questo perchè il pedigree certifica che un determinato cane, identificato in modo inequivocabile con il microchip, appartiene a una determinata razza e ne riporta l’albero genealogico. Un animale senza pedigree è ufficialmente un meticcio (cioè un incrocio) anche se apparentemente uguale o addirittura della stessa cucciolata di un altro con pedigree. L’allevatore professionista serio opera una selezione sulla razza cercando di migliorare alcune caratteristiche ed eliminarne altre, selezionando i cani che possono e quelli che non possono essere fatti riprodurre per tare genetiche e caratteriali, e gli accoppiamenti migliori. Ovviamente, la prevenzione di patologie e di situazioni stressogene (vedi “gravidanza isterica”) per gli animali possono interessare sia meticci che cani con pedigree. Qualora, quindi, si fosse intenzionati a non far riprodurre la propria cagna, la sterilizzazione è, a meno di casi particolari, sempre consigliata, questo perché offre, a dispetto di un minimo rischio anestesiologico, molti e importanti vantaggi.   QUANTO COSTA LA STERILIZZAZIONE?   Dipende dall’animale (cane, gatto, coniglio: il coniglio ha solitamente un costo elevato perchè l’intervento comporta una serie di complicazioni aggiuntive), dal sesso (la femmina costa più del maschio). Nella nostra clinica il prezzo non cambia a seconda della taglia del cane (un chiuhauha o un alano costano uguale). Ovviamente dipende anche da dove viene effettuato l’intervento (grande clinica in città del nord e ambulatorio in paesino del sud non possono ovviamente avere gli stessi prezzi), quindi vi consigliamo di rivolgervi sempre al vostro veterinario di fiducia piuttosto che andare “a risparmio”, perchè si tratta comunque di un intervento chirurgico, e come tale richiede standard di igiene e di tecnica.   L’ANIMALE INGRASSA DOPO LA STERILIZZAZIONE?   No. Ingrassa per carenza di movimento e introito calorico eccessivo, non per la sterilizzazione.   CAMBIA CARATTERE?   No. Il carattere rimane lo stesso ma - se effettuato nei tempi corretti - si eliminano o riducono dei comportamenti problematici: marcature del territorio con l’urina nel maschio, tendenza all’aggressività con altri animali dello stesso sesso, tendenza alla monta di gambe e oggetti, fughe per accoppiamenti, ecc. Nel caso di problematiche comportamentali la sterilizzazione va SEMPRE valutata dal veterinario in collaborazione con l’educatore cinofilo, perchè per alcune tipologie di problematiche del comportamento la sterilizzazione può non essere indicata. Il carattere anche nella femmina rimane comunque lo stesso di quando non è in calore: nel periodo immediatamente precedente e successivo infatti la femmina si trova in una fase definita di anestro in cui non c’è nessuna influenza degli ormoni sessuali, quindi, quando è sterilizzata è semplicemente come se fosse in anestro permanente.   LA CAGNA DIVENTA INCONTINENTE CON LA STERILIZZAZIONE?   È una rara seppur possibile complicanza, ma è da sottolineare come sia molto più frequente in cagne di taglia grande e in sovrappeso. È importante quindi che la cagna abbia un buon peso forma al momento dell’intervento, e per ridurre al minimo l’incidenza di incontinenza, nelle cagne di taglia grande è possibile e preferibile l’asportazione delle sole ovaie piuttosto che di ovaie e utero insieme.   LA CAGNA O LA GATTA SOFFRONO A NON FARE CUCCIOLI? E IL MASCHIO SOFFRE A NON ACCOPPIARSI?   Partiamo da un assunto: LA CAGNA (O LA GATTA) NON È UNA DONNA. Il suo istinto materno, tanto spiccato da riempirci di tenerezza, si sviluppa “con” la nascita dei cuccioli, ma assolutamente mai “prima”, come invece accade alle donne (non a tutte, ma a molte di esse). Insomma, se il fatto di non avere figli può gettare una femmina umana nella disperazione, questo non accade per la femmina canina o felina, che “ignora” completamente il problema. Per quanto riguarda il maschio, non è assolutamente vero che, nel caso in cui tenti costantemente di montare qualsiasi cosa, farlo accoppiare “lo tranquillizza”, tutt’altro. L’unica cosa che riduce e spesso fa scomparire del tutto la tendenza alla monta è la castrazione.     Pet's Life Clinica Veterinaria

ALIMENTI DA NON DARE MAI AI NOSTRI CANI

 

Cioccolato 

Il cioccolato è pericoloso per i cani e può risultare velenoso. Il cioccolato fondente è il più rischioso, poiché presenta una percentuale elevata di teobromina. Questa sostanza, nei cani, può provocare sete eccessiva, battito cardiaco irregolare, tremori e addirittura la morte nei casi più gravi. 

 

Gelato 

Anche i nostri cani possono soffrire di un’intolleranza al lattosio. Ma anche se il vostro cane non dovesse presentare questo problema il gelato è comnque troppo ricco di zuccheri e può contribuire al sovrappeso del vostro amico a quattrozampe

 

Aglio e cipolle 

L’aglio e le cipolle possono danneggiare i globuli rossi dei cani. Meglio dunque controllare che nel cibo acquistato non siano presenti quantità eccessive di questi ingredienti. Il consumo regolare di aglio e cipolle, infatti, potrebbe essere la causa di una anemia emolitica.

 

Zucchero e dolciumi 

Zucchero e dolciumi possono essere sannosi per la salute dei nostri cani proprio come per noi.  I possibili rischi riguardano la comparsa di problemi a livello dei denti, il sopraggiungere del diabete e un eccessivo aumento di peso.

 

Noci  

Le noci macadamia contengono una tossina che può provocare dei sintomi come tremori, debolezza, innalzamento della temperatura corporea e conseguenze pesanti, come la paralisi. Le comuni noci possono contenere un fungo velenoso per i cani, che può condurre alla morte nei casi più gravi.

 

Sale e snack salati 

Un consumo eccessivo di sale può risultare dannoso e lo sarà ancor di più nel caso in cui sia presente una malattia cardiocircolatoria. Un quantitativo eccessivo di sale inoltre può scatenare attacchi epilettici in grado di causare il coma e la morte. I cibi salati sono un vero e proprio pericolo se il cane non ha acqua da bere a propria disposizione.

 

Uva e uvetta 

Uva e uvetta potrebbero causare letargia, depressione, problemi renali, vomito e iperattività.

 

Avocado 

L’avocado contiene una tossina fungicida (conosciuta come persin) in grado di causare problemi digestivi negli animali domestici.  La sostanza sotto accusa sarebbe contenuta anche nelle foglie e nella corteccia dell’albero di avocado.

 

Uova 

Le uova sono benefiche o dannose per i cani? La questione  sembra controversa. Le uova infatti contengono biotina, una vitamina del gruppo B responsabile della crescita del pelo. Le uova crude però, con particolare riferimento all’albume, conterrebbero una proteina in grado di compromettere gli effetti della biotina. Inoltre, anche per i cani, alle uova è associato il rischio di salmonella. Nel dubbio, chiedete un parere al vostro veterinario.

 

Ossicini 

Attenzione alle ossa di pollo. Le ossa più piccole, infatti, potrebbero causare problemi digestivi e respiratori. I cani rischiano di strozzarsi oppure di subire lesioni all’apparato digerente. Cercate dunque di evitare le ossa più piccole e gli ossicini per proteggere la loro salute. Per lo stesso motivo, è bene non dare ai cani nemmeno grossi semi della frutta e frutti con il nocciolo.

 

INOLTRE:

 

Alcool

I cani non possiedono gli enzimi necessari a metabolizzare l'alcool, che può portare a vomito, diarrea, perdita della capacità motoria, scompensi del sistema nervoso centrale, tremori, difficoltà respiratorie, squilibri metabolici e coma.

 

Tabacco

Il tabacco può essere ingerito accidentalmente, ed è pericoloso dato che contiene nicotina, sostanza che, colpendo il sistema digerente e nervoso, può portare a tachicardia, collasso, coma e morte.

 

Caramelle e gomme

Si tratta di un cibo tossico per cani dal momento che lo xilitolo, contenuto in molti di questi prodotti come dolcificante, provoca, a distanza di 30 minuti dalla sua ingestione, abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue, depressione del sistema nervoso centrale, perdita di coordinazione e spasmi.

 

Pomodori acerbi, foglie e germogli di patata

Contengono una tossina, la solanina, che i cani non metabolizzano e che causa problemi all’apparato digerente, tachicardia, tremori, affanno e irrequietezza.

 

Lievito

Il lievito è un cibo proibito ai cani dato che causa la produzione di gas nell’apparato digerente, provocando dolore e possibile rottura dello stomaco o dell’intestino. Inoltre c'è il rischio che rilasci etanolo in quantità sufficiente a causare avvelenamento da alcool.

 

Semi e noccioli

I semi di mela, cosi come i noccioli di ciliegia, di pesca, di albicocca e di prugna contengono del cianuro, che può portare al coma dell'animale in grandi quantità.

 

Fegato

In grandi quantità può risultare fatale ai cani, a causa della tossicità della vitamina A, che colpisce i muscoli e le ossa, e del deposito di rame nel fegato.

 

Caffè

La caffeina causa disturbi a livello gastrointestinale ma anche alterazioni del ritmo cardiaco e, nei casi più gravi, portare all'ictus.

 

 

Acquisto di cuccioli “di razza” da negozi o internet

Spesso le persone pensano di fare un affare acquistando a meno della metà del prezzo di un allevamento italiano un cucciolo “di razza” da un sito internet, da un fantomatico quanto invisitabile “allevamento multirazza” o in un negozio. Un bouledogue francese in un allevamento italiano, con un pedigree di tutto rispetto, può costare da 1500 a qualche migliaio di euro. Perché non “risparmiare” e fare un affarone pagandolo 600 o 800? “TANTO NON DEVO MICA FARLO GAREGGIARE”   Ora vi spieghiamo perché il problema non sono sicuramente le competizioni che non farete mai. I cuccioli a questo costo non vengono  sicuramente da allevamenti seri. Vengono dalle cosiddette PUPPY MILLS, le fabbriche di cuccioli, quasi tutte collocate nell’est Europa: Romania, Ungheria, Polonia, ecc. Le mamme di quei cuccioli vengono tenute in gabbie microscopiche senza spazio per muoversi, con cibo sufficiente appena a non morire di fame, senza cure, bombardate di ormoni e antibiotici per fare due o tre cucciolate l’anno fino a morire di consunzione: cucciolate che le vengono sottratte a 30-40 giorni di età (quando dovrebbero stare ALMENO 60 giorni con la mamma, anche se in realtà di più sarebbe anche meglio) per poi essere trasportate illegalmente in Italia, mimetizzate all’interno di borsoni, bagagliai, scatole. Vengono acquistati da rivenditori italiani (che NON sono allevatori) a circa 60 euro a cane. Arrivati sul nostro territorio (ne arriva circa il 50%, perché la metà muore nel trasporto), i cuccioli vengono forniti di un pedigree contraffatto che dichiara illegalmente che si tratta di cani nati in Italia. Vengono quindi bombardati di antibiotici ed eccitanti per farli sembrare vispi e sani quando verranno visti dagli acquirenti, che li acquisteranno a più di 10 volte il prezzo pagato dal rivenditore. Vengono spacciati per “minitoy” quando in realtà hanno la metà dell’eta illegalmente certificata, sono malnutriti, hanno malattie gravi abilmente coperte dai farmaci e nessuna certificazione sanitaria reale. Vengono acquistati sia perché molto piccoli e quindi appetibili per l’acquirente senza esperienza, sia perché “così risparmiamo” e a volte perche “fanno pena, se non lo compro io chi lo vorrà?”.  Un’alta percentuale muore a pochissimo dall’acquisto nonostante le cure (costosissime) ed i ricoveri (idem), per gravi malattie infettive. È possibile che ve ne diano un altro in cambio (ci hanno comunque guadagnato, l’hanno pagato 60 euro e voi gliene state dando 600), ed è possibile che muoia pure quello (sì, succede). O che dobbiate curare anche lui. Quindi non avete più speso 600 euro, ma svariate migliaia di euro. Un cucciolo in allevamento italiano vi costava la metà. Avete risparmiato? No. L’esperienza di avere un cucciolo già malato, e di vederlo morire nel peggiore dei casi, vi ha lasciati indifferenti? No. Ecco, queste sono le ragioni per cui questo traffico “vale” circa 300 MILIONI DI EURO ALL’ANNO. Se volete un cucciolo di razza, comprate un cucciolo DI RAZZA. In un allevamento ITALIANO, visitabile, certificato ENCI.  Altrimenti ci sono i Rescue di razza. Altrimenti ci sono i canili. Fidatevi, lì due occhi che vi conquistano li troverete di sicuro.     Pet's Life Clinica Veterinaria

Nuovo libro sul chihuahua formato eBook

Il Chihuahua 

Autori: Francesco Cochetti/Tuula Lehtinen Cochetti

 

Utile per gli appassionati della razza e consigliatissimo 

 per tutte le persone che hanno intenzione di far entrare un chihuahua nella loro vita!

E' ben scritto, dettagliato e di facile comprensione 

  La mia amata Bimba (World Winner, European Winner, European JWinner,

International Ch, Multi Ch. Misty Meadow's Waiting for Love) in copertina

e altri nostri cani all'interno! ❤️

 

 

Sterilizzare? NOOOO!… è contro naturaaaa!

Era un po’ che non la sentivo, questa frase (e meno male): ma mi è capitato di sentirla pochissimi giorni fa e quindi mi sento in dovere di scriverne. Soprattutto perché le femmine non sterilizzate di cui stiamo parlando sono due, non sono adibite alla riproduzione né mai lo saranno e vivono con un maschio che, poveraccio, ad ogni calore di una delle due soffre – ovviamente – le pene dell’inferno.

C?è ancora molta, troppa gente che pensa che sterilizzare sia “contro natura”: e ce n’è, purtroppo, altrettanta che ritiene che “seguire la natura” significhi anche far fare alla femmina “almeno una cucciolata, altrimenti si ammala” (leggenda metropolitana senza uno straccio di validità scientifica – in due parole: NON E’ VERO! – ma così diffusa che credo stia alla base di tutti i problemi di abbandoni, randagismo e canili pieni)… e ovviamente permettere al maschio di accoppiarsi ogni volta che gli aggrada, perché il poverino “ha bisogno di sfogarsi”.

 

Ho già dedicato diversi altri articoli a queste dicerie, sulle quali quindi non mi soffermo più: oggi voglio rispondere soltanto all’obiezione di chi dice “è contro natura“, chiedendo a queste persone che cosa, invece, secondo loro sia “naturale”. E non parlo solo degli abbandoni a cui si riferisce l’immagine a sinistra, ma proprio della vita di un qualsiasi cane ben tenuto, amato e ben accudito.

Questo cane mangia crocchette?

E’ contro natura: mai visti Messer Lupo e Madama Lupa andarsi a procacciare il cibo al pet shop.

Per caso mangia vegetariano o addirittura vegano?

Qui evito proprio di commentare, che è meglio. Ma anche se mangia carne… la mangia in una ciotola?

E’ contro natura: il cane dovrebbe inseguire, uccidere e poi sbranare il proprio pasto.

E ancora: indossa collari o pettorine, e guinzagli che gli impediscono di andare dove gli pare?

E’ contro natura.

I suoi conspecifici li incontra al parchetto o all’area cani, ed è stato accuratamente socializzato in modo che andasse d’accordo con tutti loro?

E’ contro natura… e potrei andare avanti per ore ed ore, elencando migliaia di cose che i cani fanno in modo totalmente diverso da come le farebbe un lupo: tutte “contro natura”, quindi… oppure anche no, visto che il cane non è più un lupo, ma un animale domestico.

E “domestico” significa che vive nella nostra domus (casa) e che “la natura” ha scelto di lasciarla da parte qualche millenniuccio fa.

Ha scelto lui, spontaneamente, per convenienza (opportunismo, etologicamente parlando), di affidarsi agli umani e di rinunciare, quindi, a tutto ciò che per lui sarebbe stato sicuramente più naturale, ma anche più scomodo.

 

Dunque, che razza di scusa sarebbe quella dell’andare “contro natura” con la sterilizzazione, visto che ci andiamo ogni giorno in mille altre occasioni senza porci minimamente il problema?

Io penso – spero – che si tratti appunto di una scusa e niente più, portata avanti per mascherare il vero timore che ci assale quando pensiamo di far sterilizzare una cagnetta: e cioè quello che qualcosa vada storto, o che possa soffrire a causa dell’intervento, o ancora che diventi incontinente. Questi sono timori molto più sensati, e in parte anche fondati: un minimo di rischio operatorio esiste sempre, un po’ di dolore indubbiamente viene sentito e l’incontinenza urinaria si verifica in un piccola, ma non insignificante percentuale di casi (dall’1,3 al 20%, a seconda della tipologia canina: le femmine di grande taglia sembrano più predisposte).

C’è da dire, però, che i rischi legati ad un intervento ormai di routine sono infinitamenteinferiori a quello di beccarsi un tumore di mammella o una piometra, eventi che richiederebbero comunque un intervento chirurgico (per di più, in caso di piometra, in situazione di emergenza e quindi con rischi quadrupli anche dal punto di vista operatorio) e che all’incontinenza, nella stragrande maggioranza dei casi, si rimedia con una terapia farmacologica. Qualora questa non dovesse funzionare, c’è la possibilità di ricorrere ad un secondo intervento… ma qui siamo veramente nell’ordine delle percentuali infinitesimali, quindi diciamo che ci vuole proprio una sfiga nerissima.

Quanto alla sofferenza post-operatoria… sì, è vero che le cagne solitamente se ne stanno moge moge per la giornata immediatamente successiva all’intervento: ma quasi tutte tornano alle normali attività (e alla normale allegria) già il giorno successivo. E se ho detto che “quasi tutte” è perché alcune si alzano e vanno a spasso come se nulla fosse accaduto non appena si svegliano dall’anestesia: i cani hanno una soglia del dolore altissima, che non è neppure lontanamente paragonabile alla nostra.

 

Certo, “togliere parti del corpo ad un cane sano” (altro tormentone anti-sterilizzazione) non sarà il massimo del “naturale”: ma non lo è neppure impedire alla cagna di avere cucciolate ogni sei mesi, come accadrebbe se fosse lasciata “libera di scegliere”.

Eppure la cagna, spontaneamente, non farebbe “una” cucciolata nella vita: ne farebbe una carrettata, con ripercussioni terribili sulla sua salute (oltre che sul randagismo, come potete facilmente dedurre dalla foto a sinistra): e il bello è che coloro che ineggiano alla “natura” poi si scagliano contro gli allevamenti, accusando gli allevatori di sfruttare indegnamente le femmine. Ma decidiamoci, eh? Se sterilizzare è innaturale, e fare una cucciolata ad ogni calore (cosa “naturalissima”) è bieco sfruttamento… allora cosa rimane?

Rimane la famosa “singola cucciolata nella vita”, che non previene alcun rischio sanitario e a sua volta  è assolutamente “contro natura”, visto che la cagna in natura si accoppierebbe ad ogni estro. Ma attenzione: la cagna, non la lupa! Perché le lupe non soltanto vanno in calore una sola volta all’anno, ma non si accoppiano neppure tutte: è solo la femmina alpha ad avere la cucciolata.

Le cagne hanno “imparato” ad andare in calore due volte, e a poter avere quindi due cucciolate all’anno, proprio perché sono diventate domestiche e quindi hanno trovato “la vita comoda” garantita dal rapporto con l’uomo: cibo in abbondanza, rischi ridotti al minimo (almeno per quanto può saperne un cane: per esempio, sa che vivere in una casa lo difende dai predatori. Dell’esistenza di macchine, TIR e bastardi a due zampe invece non è al corrente).

“Vita comoda”, per quasi tutti gli animali del mondo, significa “possibilità di mettere al mondo tanti cuccioli perché sembra essere garantita la sopravvivenza di tutti loro”: per questo le cagne si sono trasformate in riproduttrici coatte.

Ma quale proprietario (allevatori esclusi) se la sentirebbe di gestire una cucciolata ogni sei mesi?

E attenzione: anche se se la sentisse, diventerebbe lui stesso uno “sfruttatore di fattrici”, perché avere una cucciolata ogni sei mesi accorcia vistosamente la vita della cagna e rovina anche la qualità di questa vita: tant’è vero che gli allevatori seri non si sognano neppure di far fare due cucciolate all’anno alle loro cagne.

 

Insomma: il cane, scegliendo di vivere al nostro fianco, ha scelto la vita comoda ma si è portato dietro alcuni effetti collaterali non indifferenti. Tra questi, l’incongruenza tra la possibilità di produrre cucciolate a raffica e il fatto che questo sfianchi le mamme cagne (vi rammento che a Madre Natura non frega un tubo di tutto questo: a lei interessa molto più la sopravvivenza della specie che quella del singolo individuo. Ma a noi NO!)

Il cane è andato da solo contro la sua natura di lupo, quando ha deciso di diventare domestico: a noi non resta che fare del nostro meglio per evitare il più possibile che gli effetti collaterali lo danneggino in modo irreparabile.

Del “nostro meglio”, quindi, fa parte il tenerlo “innaturalmente” al guinzaglio per evitare che finisca sotto il TIR di cui sopra, e ne fa parte anche l'”innaturale” sterilizzazione delle cagne per motivi di prevenzione sanitaria, per evitare che le fattrici si ammalino di tumori o piometre o, in alternativa, che “si ammazzino – letteralmente – di cucciolate”… e anche per fare la nostra parte nella lotta agli abbandoni e al randagismo.

In ogni scelta ci sono compromessi da accettare: il cane si è preso i suoi, noi dobbiamo prendercene la nostra parte.

Dobbiamo ricordare che oggi la loro “natura” siamo noi. Le scelte responsabili (anche se difficili) toccano a noi.  

Trovare scuse e scusette varie per evitarli è poco responsabile… e sostanzialmente dannoso per i cani stessi.

 

Valeria Rossi, Ti Presento il Cane 

 

Erbe e piante velenosi per i cani

Erbe velenose: le piante ornamentali da giardino

 

Abrus precatorius: se il tuo cane ingerisce i suoi semi, che contengono abrina, può presentare debolezza, perdita dell'appetito, febbre leggera e apatia.

Aloe: se il tuo cane ne ingerisce alcune foglie, potrebbe incorrere in diarrea sanguinolenta e incremento dell’urinazione, dovuto dalla barbaloina presente nelle foglie.

 Amarillide: tutta la pianta è velenosa per il tuo cane e i sintomi più importanti sono vomito, diarrea e coliche; in alcuni casi, potrebbe incorrere in crampi, alterazioni del battito cardiaco e tremori.

Anemone: se il tuo cane mangia questa pianta rischia problemi gastrointestinali. Si tratta di una pianta che potrebbe essere mortale, visto che assunta in grandi quantità causa depressione respiratoria.

Anturio: le sue foglie provocano diarrea, emorragie, vomito e difficoltà respiratorie.

Azalea: pianta molto diffusa e che causa l’intossicazione nel tuo cane se ne assume le foglie. Solitamente, i sintomi si manifestano dopo alcune ore e possono essere vomito, coliche, diarrea, depressione, nausea, tachipnea, scialorrea e noressia. In alcuni casi, si possono avere problemi al fegato e ai reni.

Begonia: una pianta che nel suo insieme può generare intossicazioni nel tuo cane, con gastroenteriti che possono essere risolte tranquillamente.

Bosso: una pianta molto tossica per il tuo cane, la quale può causare nausea, dolori addominali, vomito, scialorrea e può dare anche problemi cardiaci e respiratori.

Calta palustre: se viene toccata dal tuo cane può generare dermatite da contatto.

Ciclamino: se ingerito dal tuo cane può provocare vomito e diarrea, a volte anche convulsioni se assunto in dosi massicce.

Croton: la parte tossica di questa pianta sono le foglie e il fusto. Il tuo cane può incorrere in febbre, eczemi, vomito, coliche e diarrea sanguinolenta.

Cycas Revoluta: pianta che può causa un’intossicazione piuttosto grave, con gastroenterite emoraggica, danni epatici, insufficienza renale, coagulopatie e la morte.

Dafne: se assunta dal tuo cane può causare bruciore alla bocca, stato d’incoscienza con episodi convulsivi, diarrea sanguinolenta, coma e morte.

Dieffenbachia: le parti tossiche sono le foglie, le radici e il fusto. Solitamente i sintomi sono piuttosto gravi, ma solo se c’è tumefazione laringea. Il tuo cane potrebbe manifestare edema linguale, salivazione eccessiva, stomatite, problemi all’apparato digerente e intossicazione dei reni.

Edera: diffusa in tutta Italia, ma che può causare nausea, diarrea, vomito, problemi respiratori, coma e perfino morte.

Elleboro: una pianta molto tossica che causa ipersalivazione, diarrea sanguinolenta, coliche, vomito, problemi cardiaci, paralisi e convulsioni.

Ficus: causa sintomi gastroenterici, come vomito e diarrea.

Filodendro: provoca problemi all’apparato digerente, edema linguale, stomatite, problemi ai reni e all’apparato respiratorio.

Giglio: il tuo cane potrebbe intossicarsi se ingerisce foglie o bulbo. Tra i sintomi più comuni troviamo il vomito, la perdita d’appetito e l’apatia.

Glicine: se ingerisce i semi o i baccelli, potrebbe manifestare diarrea, forte vomito e dolori di carattere addominale.

Iris: la sua forma incuriosisce il tuo cane, ma può generare problemi gastroenterici.

Monstera: il contatto può causare dermatiti o edemi a labbra e lingua; inoltre, genera ipersalivazione, problemi nella deglutizione, vomito, diarrea e, a volte, emorragie da parte delle gengive.

Mughetto: particolarmente velenosa per il tuo cane e causa diarrea, aritmie, vomito, crampi e problemi respiratori.

Oleandro: velenoso in ogni sua parte e può causare l’arresto cardiaco nel tuo cane anche, ma anche nell’uomo.

Ornitogalo: se il tuo cane ingerisce il bulbo, può manifestare vomito, perdita d’appetito, apatia, insufficienza renale ed epatica.

Rododendro: se le foglie vengono ingerite, causano nausea, salivazione eccessiva, depressione, vomito, diarrea, coliche e problemi renali ed epatici.

Solano: le sue bacche causano gastroenteriti emorragiche, dolori addominali e problemi di carattere nervoso.

Spatifillo: il suo stelo genera problemi gastroenterici, anche se in alcuni casi provoca emorragie e problemi respiratori.

Stella di Natale: le sue foglie rosse possono provocare irritazione oculare, cheratiti, lacrimazione eccessiva, congiuntiviti, stomatiti, vomito, scialorrea e diarrea.

Tasso: una pianta le cui foglie, semi legno e corteccia provocano tachicardia, bradicardia, problemi respiratori, modifiche della minzione, pupille dilatate, tremori che anticipano la depressione, morte dovuta a paralisi cardiaca o respiratoria.

Tulipano: se i fiori vengono ingeriti, si avranno sintomi di natura gastroenterica, ma non gravi per il tuo cane.

Vischio: ricca di alcaloidi, provoca vomito, problemi neurologici e morte per arresto cardiocircolatorio.

 

 

Le piante coltivate

 

Aglio: uno spicchio può intossicare il tuo cane, con vomito, diarrea, anemia, ittero e sangue nelle urine.

Canapa: se ingerita, causa vomito, abbassamento della temperatura, scialorrea, midriasi e nistagmo.

Cipolla: se assunta in quantità discrete, genera anemia per emolisi e sangue nelle urine.

Erba medica: può causare dermatiti se il tuo cane ne viene a contatto.

Fagiolo comune: se assunti crudi, generano diarrea, gastroenterite e anoressia.

Fava: se il tuo cane la mangia, rischia di incorrere a problemi legati all’apparato digerente, alla febbre, all’ittero, al pallore e a un incremento del volume di fegato e milza.

Lino: può provocare crampi, vomito, tremori, modifiche del ritmo sia respiratorio che cardiaco.

Nicotiana: se ingerita, provoca dolori addominali, vomito, diarrea emorragica, bradicardia, modifiche neurologiche, ipersalivazione e letargia.

 

 

  Le piante selvatiche velenose

 

Acetosa: se assunta dopo la fioritura delle foglie, può provocare insufficienza renale nel tuo cane.

Arum Maculatum: una pianta che causa problemi al ritmo cardiaco.

Atropa Belladonna: spesso impiegata per realizzare cosmetici, ma se ingerita dal tuo cane genera tachicardia, coma, paralisi del sistema nervoso parasimpatico, quindi decisamente letale.

Bella di Notte: se ingerita dal tuo migliore amico a quattro zampe, provoca nausea, vomito e dolori addominali; a volte, perfino stati confusionali e pupille dilatate.

Cicuta: pianta velenosa per eccellenza, che può condurre alla morte con sintomi neuromuscolari.

Colchico: molto velenosa se viene ingerito il bulbo e i semi, con collasso, paralisi muscolare e respiratoria e morte. Una pianta letale anche per gli esseri umani.

Datura: può causare problemi alla vista, crisi di panico, aritmie, disorientamento, nausea, convulsioni e addirittura la morte.

Digitale: se assunta in quantità spropositate, provoca aritmie piuttosto serie.

Giusquiamo: una pianta molto tossica che causa in modo rapido incoscienza e morte, con grave scompenso cardiaco.

Lauroceraso: la puoi trovare nelle siepi e genera blocco della respirazione cellulare, anossia citossica, convulsioni, coma e morte.

Maggiociondolo: fiori, semi e radici risultano particolarmente velenosi. Se ingeriti, possono provocare problemi allo stomaco, vomito e riduzione dell’assorbimento gastro-enterico.

Mandragora: i semi, se ingeriti, rischiano di causare al tuo cane ipertensione, febbre, perdita di coscienza e insufficienza renale in pochissimo tempo.

Noce vomica: i semi sono molto velenosi e causano convulsioni violente, contrazioni tetaniche e paralisi respiratoria, la quale causa la morte.

Ricino: i semi di questa pianta generano sintomi nell’arco di 18-24 ore, con gastroenterite, febbre, sete, dolori colici e danni renali di grave entità. In alcuni casi possono giungere convulsioni e morte.